Vivere in una realtà transfrontaliera

[Gorizia, 23/01/2019]
    «Per i tedeschi che scendevano verso il Sud, Gorizia era la prima città in cui l’aria, i portici delle vie, i sapori della cucina e il colore del vino avessero un “gusto” italiano. Per gli italiani che andavano a Vienna, a Salisburgo, a Monaco e a Dresda, era la prima città in cui le locande fossero pulite, le ostesse accoglienti, le kellerine servizievoli e graziose. Per gli sloveni del contado il Prato (Travnik, N.d.R.), come si chiamava nella loro lingua la piazza più grande, era il mercato dove si scambiavano merci e notizie. Oggi Gorizia è molto più di una locanda per viaggiatori di passaggio». – Sergio Romano
In questa mia reinterpretazione dell’emblema cittadino è stata messa in evidenza, oltre alla sua identità multiculturale, l’aquila bicipite ancora oggi presente all’ingresso di Borgo Castello, sulla Porta Leopoldina. L’aquila bicipite è infatti un elemento iconografico che per secoli ha caratterizzato l’intera Europa centro-orientale.

Gorizia, la città in cui vivo, da anni ristagna in una forte crisi, nonostante sia integrata in un’area – la celebre Mitteleuropa – ricchissima sotto il profilo culturale, paesaggistico ed eno-gastronomico.

Spinto anche dalla mia passione per la fotografia, oltre che per il giornalismo, sto raccogliendo su questo sito le varie foto e articoli che ho scattato e scritto che coinvolgano in qualche modo la città, i suoi dintorni e non solo (per East Journal seguo con attenzione quanto accade anche in Slovenia, Ungheria e Cechia), con lo scopo di cogliere e trasmettere l’anima, l’eleganza e gli aspetti che più mi affascinano di questi luoghi.

L’Unione Europea sta offrendo la grande opportunità di ripristinare quella continuità territoriale, culturale e sociale che ha caratterizzato per secoli quest’area – in cui era collocata l’antica Contea di Gorizia –, la cui rottura, con il confine, ha coinciso anche con il suo lento e progressivo declino politico ed economico.

Mappa della Contea fino alla sua dissoluzione nel 1918, con l’attuale confine di Stato che attraversa lo storico capoluogo isontino.

Il 18 dicembre 2020 la candidatura congiunta di Nova Gorica e Gorizia si è aggiudicata la Capitale europea della cultura 2025 (GO! 2025). Un riconoscimento importante del valore che rappresenta il nostro territorio, crocevia millenario tra le culture di lingua romanza (friulano, veneto e italiano), slava (sloveno) e germanica (tedesco).

Isonzo – Soča

L’Isonzo (Soča) è il fiume che attraversa la città di Gorizia. Fino al 1945 il Goriziano costituiva il suo bacino di riferimento, essendo un territorio che includeva sia le sue sorgenti, tra le Alpi Giulie, che la foce nell’Adriatico. Lungo le sue sponde combattè Giuseppe Ungaretti durante la Grande Guerra, che rese celebre il fiume con questi versi:

[…]
L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua

Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole

Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo
[…]

I fiumi, 1916. G. Ungaretti